Restauro e risanamento conservativo: l’esperienza di Fabio Iemmi

Oggi più che mai realizzare un restauro e un risanamento conservativo di un immobile è un’arte. Occorrono conoscenza, sensibilità, gusto e una formazione approfondita. Da qui nasce l’importanza del restauratore, una figura di cui Fabio Iemmi è eccellente interprete. Sessantanove anni, originario di Montecchio Emilia (Reggio Emilia) è diventato tecnico del restauro professionista abilitato dal Ministero dei Beni Culturali ed è un consulente di primissimo piano di cui Campogrande Real Estate si avvale per offrire ai propri clienti un servizio decisamente competitivo. www.fabioiemmi.it

di Damiano Montanari

Iemmi, lei non è solo un restauratore, ma anche un vero e proprio artista. Come le sue due anime si fondono nella sua professione?

“C’è un ambito legato al restauro, che ha una funzione più tecnica, e uno alla mia personale ricerca artistica. L’estetica della materia è al centro dei miei interessi e credo tema focale per la qualità dell’abitare. Nel corso del tempo ho coordinato interventi su apparati di finitura dell’architettura storico-monumentale, importanti per il risanamento conservativo. Il segno del nostro tempo va sempre commisurato alla consapevolezza di ciò che siamo stati. Ne siamo il prolungamento, testimoni e artefici. Questa ricerca mi ha portato ad operare a livello internazionale per conto di Unione Europea, Ministero Affari Asteri, Unesco”.

In questo processo quanto è significativa la conoscenza della storia e della materia?

“E’ fondamentale. Riconoscere è alla base della conoscenza. Abbiamo la capacità di discriminare la qualità architettonica e artistica del passato, ma spesso trascuriamo un fattore determinante nella comprensione di ciò che sta avvenendo ora e qui. Ad esempio, l’architettura barocca o quella liberty erano l’espressione più contemporanea di quei precisi momenti storici”.

Come restauratore, i suoi interventi si concentrano di più sulle dimore storiche o anche su abitazioni di nuova progettazione?

“Su entrambe. Nel ruolo di tecnico di restauro opero sugli apparati di finitura del tessuto architettonico storico e monumentale e a fronte di edifici vincolati. Mi occupo inoltre della diagnostica e della elaborazione delle schede tecniche di restauro, funzionali e correlate al progetto generale di intervento. Come artista ho progettato e realizzato opere in dialogo con contesti storici, moderni e contemporanei”.

Oggi quali tendenze emergono di più nella fase di progettazione?

“Riscontro, per quanto attiene al mio ambito professionale, la crescente attenzione per una estetica fortemente correlata all’utilizzo di materiali qualitativi, il più possibile naturali e compatibili con una qualità dell’abitare. La “pelle dell’architettura” sta assumendo un ruolo sempre più importante nel progetto”.

In cosa si traduce concretamente l’attenzione alla materia?

“Ad esempio si traduce nell’attenzione ad elementi caratteristici del territorio, che dalla tradizione si manifestano nel contemporaneo. Questo è un aspetto fondamentale nella riconoscibilità del ‘paesaggio architettonico italiano’. Le committenze sono sempre più sensibili a queste modalità di lavoro, che qualificano il restauro e il risanamento conservativo degli immobili”.

Questa riconoscibilità quanto si traduce sul valore di un immobile?

“La scelta materica è fondamentale per mantenere alta la qualità della vita all’interno dell’abitazione. Questo rappresenta già di per sè un fattore che aumenta il valore di un immobile. Quando sussistono le condizioni, prediligo eseguire interventi che resisteranno nel tempo, testimoni di un restauro virtuoso”.

Quali sono allora le caratteristiche di un intervento di progettazione o di restauro di qualità?

“In primis un elemento materiale che rappresenti qualcosa di durevole e di livello per la qualità della vita di chi ci abita. Poi c’è un elemento immateriale. La città, con i suoi edifici e spazi aperti, è di tutti. Curare nei dettagli anche le facciate di un edificio, non limitandosi a creare delle ‘bomboniere’, produce un bene sociale condiviso, perché una città bella è più attrattiva, vivibile ed economicamente attiva, mentre un contesto di degrado genera degrado”.

C’è inoltre un valore storico legato alla memoria da preservare?

“Esattamente. A volte si demolisce con grande leggerezza una scuola elementare di un paese. Lo ritengo un errore di cultura sociale in quanto, assieme a quella architettura, si cancella la memoria storica di generazioni che in quei luoghi hanno studiato. Il valore immateriale di certi immobili è equivalente a quello materiale. Conciliare al meglio questi aspetti, riqualificando, porta a risposte economiche il più delle volte vincenti”.

Oggi, tuttavia, si tende a realizzare immobili a prezzi più ‘commerciali’ a discapito della qualità?

“Con rammarico sì. Il progetto ha vissuto momenti di banalizzazione culturale. Tocca a chi, come noi, persegue la qualità conquistare una fetta di mercato sempre più importante”.

L’attenzione alle classi energetiche degli edifici è un criterio che ha acquisito una notevole importanza. Qual è il suo pensiero in merito?

“Sono consulente di aziende che hanno vinto premi mondiali sulla energizzazione degli edifici. Il mio consiglio è sempre quello di investire sulla qualità”.

Torniamo all’aspetto artistico della sua professione. Quali sono gli elementi più richiesti?

“Le scelte dipendono dalla cultura e dalla sensibilità e dal budget dei committenti e dall’impostazione progettuale. Scenografie cromatiche e materiche d’ambiente consentono di ottenere contesti concepiti sartorialmente, tematici, unici, irripetibili. Gli interventi artistici sono argomento a parte”.

Lei è anche pittore?

“Certo, ho realizzato e realizzo opere su muro o supporti mobili come ad esempio le tele ed espongo in contesti istituzionali e privati. La mia esperienza nei cantieri di restauro rappresenta una scuola-laboratorio inestimabile, da cui deriva la mia conoscenza tecnica e materica, che traduco in arte contemporanea”.

Quale messaggio desidera mandare ai clienti di Campogrande Real Estate interessati alla sua consulenza?

“Avendo avuto rapporti professionali con Campogrande Concept, i cui fondatori oggi hanno dato vita assieme ad altri grandi professionisti a Campogrande Real Estate, posso assicurare che ci troviamo in un contesto di altissimo profilo. Il mio messaggio è semplice: date fiducia a chi sa cosa significhino qualità, competenza e competitività. Non vi deluderà”.

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